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 Negli ultimi anni lo studio della “vocazionalità viticola dei territori“ ha suscitato un particolare interesse ed ha trovato larga considerazione in ragione delle diverse variabili ambientali e della loro influenza sulle caratteristiche qualitative di uva e vino.

La mano dell’uomo è da tempo intervenuta sui nostri territori per coltivare la vite e l’ulivo, infatti, da diversi studi condotti da appassionati e studiosi locali, sappiamo dell’esistenza di diversi elementi architettonici risalenti all’epoca imperiale romana che testimoniano queste attività agricole , a riguardo si possono leggere i preziosi e dettagliati racconti dell’architetto Franco ValenteUn angelo, una fiasca di vino e una sacca di farina alle sorgenti del Volturno.
La nostra famiglia non ha fatto altro che raccogliere e continuare una tradizione territoriale di così antica memoria.

I nostri nonni, sia paterni che materni, da generazioni si sono dedicati alla cura dei campi e dei loro frutti. In modo particolare, a partire dalla prima metà del 1800, il nostro capostipite Beniamino Franchitti, antenato per parte paterna, da Filignano si è trasferito a Pozzilli, investendo molto in terreni e in lavoro agricolo.
Con suo figlio Cosimo ha impiantato il più antico dei nostri oliveti, il “Vrecciar” intorno al 1865 attualmente costituito da 96 piante e successivamente, nel 1890 circa, è nata quella che per noi rappresenta la “madre” delle nostre vigne, conosciuta col nome di “La creta”

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